I farmaci generici: sicuri o preoccupati?
Il nuovo progetto di decreto sulle famigerate liberalizzazioni ha acceso il dibattito nell'ambito delle farmacie e dei farmaci generici. Un comma introdotto nel progetto di decreto contiene l'obbligo per il medico di prescrivere direttamente il medicinale generico, oppure di prescrivere la non sostituzione del farmaco di marca con quello generico. La legislazione attuale prevede la preferenza per il farmaco meno caro, dunque generico. Nel caso in cui il medico prescriva il farmaco di marca, senza specificare la non sostituibilità, spetta al farmacista proporre il generico. Il nuovo provvedimento, in discussione in questi giorni, ha acceso un forte dibattito tra gli addetti ai lavori. Da un lato i difensori del farmaco generico sostengono che tramite questa normativa si riesce a contenere i costi elevati a cui incorre sia il Servizio Sanitario Nazionale, sia il cittadino ignaro , che si vede costretto a pagare un supplemento per un farmaco di marca quando può accedere al generico contenendo la sua spesa. Dall'altro i difensori del farmaco di marca tendono a sottolineare che i farmaci di marca , essendo prodotti da sempre dalla stessa società, sono più sicuri ed efficaci, che non i generici. Sorge spontaneo chiedersi come può fare il cittadino per orientarsi tra le vari argomentazioni.
L'attività libero-professionale intramuraria…strumento a disposizione del cittadino?
Intramoenia è una locuzione latina che significa all'interno delle mura della città. Solitamente è usata per indicare ciò che avviene all'interno di un edificio, o più propriamente, ciò che avviene in una comunità.
Nell'ambito del Servizio sanitario nazionale l'attività intramoenia si riferisce alle prestazioni erogate dai medici di un ospedale, al di fuori del normale orario di lavoro, che utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. Le prestazioni sono generalmente le medesime che il medico deve erogare, sulla base del suo contratto di lavoro con il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso la normale operatività come medico ospedaliero. Inoltre, il medico è tenuto al rilascio di fattura e la spesa è detraibile dalle imposte. Leggi Tutto....
R.S.A. (residenza sanitaria assistenziale) quando e come accerdervi
Una volta terminato il periodo di ricovero l'ospedale dovrebbe indicare la struttura dove proseguire le cure e procedere alle dimissioni solo dopo aver accertato le condizioni del degente e l'assenza di eventuali e prevedibili complicazioni. In base al quadro clinico il paziente può essere indirizzato verso un trattamento riabilitativo, o verso una struttura residenziale di accoglienza e quindi R.S.A.. Approfondisci
Immigrazione e Sanità
A tutti i cittadini stranieri (regolari e non), temporaneamente presenti nel territorio italiano, viene garantita l'assistenza ospedaliera per i casi d'emergenza e le cure ambulatoriali essenziali (anche continuative) per malattia ed infortunio. Viene inoltre assicurata la tutela sociale e l'assistenza per la gravidanza e la maternità.
Gli stranieri irregolari per poter usufruire delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale devono registrarsi come S.T.P. (Straniero Temporaneamente Presente), la registrazione avviene attraverso un codice identificativo valido su tutto il territorio nazionale. Tale codice è anonimo e può essere usato solo a scopo sanitario. Con il tesserino S.T.P. si ha diritto:
Affrontare la sclerosi multipla: Cittadinanzattiva realizza il primo audit civico nel Lazio
La metodologia di valutazione dei servizi sanitari mette per la prima volta a confronto cittadini e operatori del settore nell'area della Sclerosi Multipla. Obiettivo il miglioramento del percorso assistenziale del paziente, dalla diagnosi all'accesso ai trattamenti innovativi e alla riabilitazione. Sei i Centri del Lazio coinvolti: il San Camillo‐Forlanini capofila del progetto. Nel Lazio sono 5.600pazienti affetti dalla malattia, con un'età media tra i 20 e i 40 anni. Leggi il comunicato
