Terapia dolore e cure palliative

Non soffrire è un diritto!

Nei trenta anni di impegno per la tutela dei diritti Cittadinanzattiva si è occupata del tema del dolore promuovendo campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini come “Non siamo nati per soffrire”, “Aboliamo i dolori forzati” ed indagini come “Dolore cronico e percorsi assistenziali”.
In particolare, la Rete del Tribunale per i Diritti del Malato ha maturato nel corso dei suoi trent’anni di presenza attiva sul territorio nazionale, una competenza civica importante in questo settore ed ha elaborato una Raccomandazione civica e la Carta dei diritti contro il dolore inutile insieme ad altre numerose associazioni.

Scarica la Raccomandazione
Scarica la Carta dei diritti contro il dolore inutile

La Carta dei diritti contro il dolore inutile si propone di migliorare la comprensione, la prevenzione, il controllo ed il trattamento del dolore. La Carta afferma otto diritti per non soffrire inutilmente, dal diritto a veder alleviata la propria sofferenza nella maniera più efficace e tempestiva possibile, al diritto al riconoscimento del dolore, che spesso i pazienti vedono sottovalutato o non riconosciuto.

Questi gli otto diritti contenuti nella Carta:

  • Diritto a non soffrire inutilmente. Ciascun individuo ha diritto a vedere alleviata la propria sofferenza nella maniera più efficace e tempestiva possibile.
  • Diritto al riconoscimento del dolore. Tutti gli individui hanno diritto ad essere ascoltati e creduti quando riferiscono del loro dolore.
  • Diritto di accesso alla terapia del dolore. Ciascun individuo ha diritto ad accedere alle cure necessarie per alleviare il proprio dolore.
  • Diritto ad un’assistenza qualificata. Ciascun individuo ha diritto a ricevere assistenza al dolore, nel rispetto dei più recenti e validati standard di qualità.
  • Diritto ad un’assistenza continua. Ogni persona ha diritto a vedere alleviata la propria sofferenza con continuità e assiduità, in tutte le fasi della malattia.
  • Diritto ad una scelta libera e informata. Ogni persona ha diritto a partecipare attivamente alle decisioni sulla gestione del proprio dolore.
  • Diritto del bambino, dell’anziano e dei soggetti che "non hanno voce". I bambini, gli anziani e i soggetti che "non hanno voce" hanno lo stesso diritto a non provare dolore inutile.
  • Diritto a non provare dolore durante gli esami diagnostici invasivi e non. Chiunque debba sottoporsi ad esami diagnostici invasivi deve essere trattato in maniera da prevenire eventi dolorosi.

 

Spesso il dolore viene sopportato o sottovalutato per la scarsa informazione e un approccio culturale carente nella cura del dolore.
L’impegno di Cittadinanzattiva Lazio-Tribunale per i Diritti del Malato è far conoscere ai cittadini che hanno il diritto a non soffrire!
Lo sviluppo delle cure palliative in Italia ed in Europa sta avendo negli ultimi anni una forte accelerazione grazie all’impegno di tutti gli operatori coinvolti nel movimento delle cure palliative, al sempre maggiore interesse da parte della popolazione ed alla sensibilità crescente da parte delle istituzioni nazionali e regionali.

Una legge importante è stata da poco approvata sulle cure palliative e la terapia del dolore, la  legge n.38 del 15 marzo 2010.

Scarica la legge n.38 del 15 marzo 2010

Con la legge 15 marzo 2010 n. 38, Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, è stata introdotta una nuova e più completa disciplina per garantire il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative ed alla terapia del dolore.
Destinatario è la “persona”. La norma è ricca di espressioni quali “dignità” e “persona umana”, riecheggiano i principi degli artt. 2, 3 e 32 Cost., il sostegno alla persona malata e alla sua famiglia.
Ad una prima lettura colpiscono dunque la sensibilità e l’incisività di voler “garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” intendendo che queste sono già dei diritti per i quali bisogna fornire i mezzi per accedervi se e quando necessario.
La legge 38/2010 comprende tutte le patologie e di conseguenza si rivolge a tutte le figure professionali.
Nella stessa norma  figurano termini come “comunicazione”, “coinvolgimento”, collaborazione” e “consapevolezza”, che hanno tutti il medesimo prefisso “co” ad indicare che in quest'ambito, più che in altri, è richiesta la cosiddetta “cultura della prossimità”, rendendoci conto tutti che il dolore è un’esperienza che direttamente o indirettamente ci può colpire.
Lo scopo che detto percorso si prefigge di raggiungere: “promuovere la cultura della lotta contro il dolore e il superamento del pregiudizio”. Sono previsti “percorsi diagnostico-terapeutici”, “percorsi assistenziali multidisciplinari e multiprofessionali” e “percorsi formativi”, laddove per percorsi si deve intendere veramente un camminare insieme verso un obiettivo comune.
Da evidenziare l’attenzione all’età neonatale, pediatrica e adolescenziale, in conformità all’art. 24 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia che, però, prevede “godimento dei più alti livelli raggiungibili” e non solo “livelli essenziali” come nell’art. 1 della legge esaminata.
E’ variamente e più volte espressa la necessità del superamento delle difformità attualmente presenti a livello interregionale, con l’auspicio che anche in queste esperienze dolorose non continui a verificarsi l’emigrazione ospedaliera da una regione all’altra.

Questi gli aspetti più rilevanti:

L’obbligo di rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica
Devono essere riportate le caratteristiche del dolore e la registrazione del suo decorso, come pure la tecnica antidolorifica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato analgesico conseguito. Un obbligo che va applicato a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia.
Reti nazionali per le cure palliative e per la terapia del dolore
Per favorire la formazione dei medici e l’applicazione della nuova normativa, il Ministero promuove l’attivazione e l’integrazione di due reti: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore che garantiscono ai pazienti risposte assistenziali in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore
E’ consentito ai medici del Servizio Sanitario Nazionale prescrivere farmaci impiegati nella terapia del dolore non più su ricettari speciali, ma utilizzando il semplice ricettario del Servizio sanitario nazionale.
L’omogeneità delle tariffe
La legge prevede l’omogeneità delle tariffe per le cure palliative su tutto il territorio nazionale.
Diritto alle cure domiciliare per l’infanzia
La legge introduce il diritto per i pazienti minori di 18 anni di ricevere a livello domiciliare assistenza relativa alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Scarica il Leaflet

Per saperne di più o fare la tua segnalazione sul tema chiama il nostro servizio di assistenza, informazione ed orientamento o scrivi accedendo alla sezione Contatti.

 

Programma di informazione realizzato nell’ambito del Progetto “La salute prima di tutto” - Regione Lazio
Dipartimento Istituzionale e Territorio - Direzione Regionale “Piani e Programmi di Edilizia Residenziale,
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